Casi studio

Analisi raccolte

Brasile: Bayer Monsanto e l’avvelenamento da pesticidi 

brasile bayer monsanto

BAYER MONSANTO E L’AVVELENAMENTO DA PESTICIDI

Informazioni generali

SETTORE: Pesticidi
TEMA: Salute pubblica, ambiente

IMPRESE

Il gruppo Bayer è una compagnia chimica basata a Leverkusen, Germania. La sua attività comprende la produzione di farmaci per uso umano e animale, prodotti per la cura personale, prodotti chimici per l’agricoltura, semi e prodotti biotecnologici. A seguito dell’acquisizione del gigante Monsanto per 66 miliardi di dollari nel 2018, il Gruppo è diventato il maggiore produttore di pesticidi e semi geneticamente modificati a livello mondiale.
RICAVI 2019: €43.5 miliardi, utile netto €4.1 miliardi.

 

COMUNITÀ COLPITE

Migliaia di persone nelle aree rurali del Brasile ogni anno vengono avvelenate dai pesticidi. Il Brasile rurale ospita la maggior parte dei 900 mila indigeni brasiliani, divisi in 305 gruppi etnici differenti. Tra questi ci sono almeno 11 mila quilombos, un gruppo discendente dagli schiavi di origine africana. Molti di essi sono esposti direttamente ai pesticidi di Bayer.

La vicenda

RIASSUNTO

Ogni anno, migliaia di braccianti e abitanti delle comunità agricole brasiliane si ammalano o muoiono a causa di pesticidi altamente tossici. La biodiversità e la fauna selvatica risentono gravemente dello spargimento di sostanze chimiche. Bayer Monsanto, al contrario, beneficia della debole regolamentazione brasiliana in materia. Con la sua azione, inoltre, contribuisce agli sforzi di lobby verso l’autorizzazione di sostanze chimiche pericolose per le persone e per il pianeta. L’Unione Europea intanto continua ad importare derrate alimentari prodotte grazie all’utilizzo di quegli stessi pesticidi vietati in molti dei suoi Stati membri. 

DETTAGLI

Il gigante chimico Bayer è un’enorme compagnia multinazionale con base in Unione Europea che produce pesticidi altamente dannosi. Alcuni di questi sono per altro vietati in Europa a causa dei rischi ambientali e per la salute umana che comportano. Il Brasile, avendo politiche poco restrittive in materia di pesticidi in agricoltura, esercita grande attrattiva su Bayer Monsanto. L’azienda vende infatti al Brasile i suoi erbicidi, insetticidi e fungicidi contenenti principi attivi non autorizzati in altri Stati. Tra queste, il glifosato: una sostanza notoriamente pericolosa per l’ambiente e la salute dell’uomo. 

Nel 2018 più di un terzo delle 5 mila tonnellate di pesticidi agricoli impiegati in Brasile ne conteneva una percentuale. Uno dei più tristemente noti prodotti contenenti glifosato, un diserbante conosciuto come Roundup, è stato classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità come “probabilmente cancerogeno”. Nonostante sia vietato in moltissimi Stati, il Roundup è ancora oggi il principale erbicida utilizzato in Brasile.

Nel solo gennaio 2019 sono stati autorizzati 474 nuovi pesticidi, decine dei quali contenenti principi attivi classificati come “altamente pericolosi”. Dal 2016 a oggi sono stati autorizzati oltre 1200 pesticidi, 193 dei quali contenenti principi attivi non autorizzati dai regolamenti dell’Unione Europea. 87 di questi contengono glifosato. Dati del febbraio 2020 mostrano che Bayer vendeva al Brasile 17 sostanze vietate nell’Unione Europea. Bayer Monsanto è ritenuta responsabile di finanziare associazioni di categoria brasiliane, e, con esse, le lobby dell’agribusiness. L’azienda si è difesa sostenendo che alcuni dei prodotti ritirati in Europa sono formulati in maniera specifica per trattare i raccolti, tenere sotto controllo i parassiti e, in generale, gestire condizioni che in Europa non si verificano.

L’avvelenamento dei lavoratori e delle comunità

I cittadini brasiliani sono sempre più allarmati dall’avvelenamento da pesticidi. Nel 2018, Human Rights Watch ha pubblicato un report che ha dimostrato come i lavoratori delle piantagioni e gli abitanti delle comunità rurali vengano infatti avvelenati da pericolosi pesticidi irrorati senza alcuna precauzione vicino alle loro case. Un’esposizione ai pesticidi continuativa e regolare è associata a infertilità, impatti negativi sullo sviluppo fetale, cancro e altre gravi condizioni di salute. Donne e bambini sono particolarmente vulnerabili. Durante l’ultimo decennio, circa 700 persone sono morte ogni anno a causa del contatto diretto con sostanze chimiche utilizzate in agricoltura.  Le persone hanno spesso paura di protestare. Nel 2010, un agricoltore e attivista anti-pesticidi è stato ucciso a seguito delle sue pressioni sul governo locale per proibirne lo spargimento aereo.

L’avvelenamento di acqua e cibi

Non solo i braccianti e gli abitanti delle comunità agricole sono in pericolo. Molti di questi pesticidi chimici rimangono poi nei cibi e nelle risorse idriche. L’Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria brasiliana ha rilevato residui tossici oltre le soglie consentite. Sono stati inoltre rilevate tracce di prodotti vietati in circa un quinto del cibo analizzato. Il 21% dei campioni contiene Carbendazim, uno dei pesticidi Bayer Monsanto non approvati nell’Unione Europea. Bayer dichiara di star ritirando volontariamente dal Brasile i prodotti a base di Carbendazim. Per quanto riguarda l’acqua potabile, sono state inoltre riscontrate 27 sostanze agrochimiche nell’acqua di una città brasiliana ogni quattro.

L’avvelenamento della fauna

Come se non bastasse, sono stati constatati effetti devastanti sulla fauna selvatica brasiliana. L’esposizione ai pesticidi prodotti da Bayer sta danneggiando milioni di api, tapiri e altre specie selvatiche. Gli animali sono esposti alle sostanze tossiche attraverso il contatto diretto con la vegetazione, i suoli e le acque contaminate. Una delle sostanze maggiormente tossiche ritrovata all’interno degli stomaci dei tapiri è l’Aldicarb, un insetticida prodotto da Bayer e vietato in Brasile dal 2012. Bayer ha risposto con un la promessa generica di impegnarsi a vendere dei prodotti conformi agli standard di sicurezza aziendale e del mercato locale. L’azienda si è impegnata inoltre a continuare la formazione di agricoltori in tutto il mondo e ad aumentare la disponibilità di dispositivi di protezione individuale.

WHAT IF

Con una legislazione vincolante sulla due diligence in materia di diritti umani e ambientali:

Se esistesse una legge dell’Unione Europea sulla due diligence obbligatoria in materia di diritti umani e ambiente, Bayer sarebbe obbligata a garantire, lungo tutta la sua catena del valore, il rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e degli standard ambientali riconosciuti a livello internazionale, oltre a dover smettere di favorire l’avvelenamento dei braccianti agricoli, delle comunità rurali e dei loro ecosistemi tramite prodotti pericolosi e riconosciuti come inadeguati alla vendita negli Stati in cui vengono applicati standard più rigidi.

  • Bayer sarebbe obbligata a portare avanti una due diligence basata sul rischio per identificare, prevenire, interrompere e mitigare gli impatti sui diritti umani e sull’ambiente dei suoi prodotti, in Brasile come altrove, con particolare riguardo ai propri pesticidi.
  • l’impresa avrebbe l’obbligo di fornire dispositivi di protezione e di sicurezza, e inoltre garantire delle etichette corrette, con riportate informazioni sull’utilizzo dei pesticidi e i rischi ad essi correlati.
  • sarebbe infine portata a considerare il ritiro dei prodotti altamente pericolosi, per i quali l’utilizzo in sicurezza non può essere garantito.
  • Sotto una legge europea efficace, le vittime dei pesticidi Bayer e i loro rappresentanti avrebbero la possibilità di fare causa a Bayer davanti alle autorità amministrative e giudiziarie tedesche. Se le ipotesi venissero confermate, Bayer potrebbe essere considerata responsabile dei danni derivati dalle violazioni dei diritti umani e dell’ambiente come risultato della sua incapacità di condurre una due diligence adeguata.