Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

UE: oltre 20 imprese e reti chiedono l’allineamento della CSDDD gli standard internazionali

UE: oltre 20 imprese e reti chiedono l’allineamento della CSDDD gli standard internazionali di due diligence sulla sostenibilità

L’11 Aprile più di 20 imprese leader e reti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui richiedevano l’allineamento della Direttiva dell’UE sulla Corporate Sustainability Due Diligence (CSDDD) con gli standard internazionali dei Principi Guida dell’ONU e delle Linee Guida dell’OCSE per le imprese multinazionali. Il gruppo ha membri che provengono da diversi paesi e settori e comprende Unilever, MARS, Ingka Group/IKEA, Crédit Mutuel, Aviva Investors, Ericsson, Hapag-Lloyd, Novo Nordisk, Global Network Initiative (RNL) e molti altri.
Sia la proposta pubblicata dalla Commissione European nel Febbraio 2022, sia la posizione del Consiglio Europeo del Dicembre 2022, si allontanano dagli standard internazionali in diversi modi.
In vista delle votazioni chiave nella Commissione Giuridica del Parlamento Europeo e la successiva votazione plenaria del Parlamento Europeo, i firmatari della dichiarazione esortano gli euro-deputati ad adottare un testo che più si avvicina agli UNGP e alle line guida dell’OCSE.

Il comunicato delinea cinque punti chiave:

  1. Gli obblighi di due diligence dovrebbero essere basati sul rischio e applicarsi all’intero spettro dei rischi e degli impatti lungo le value chains delle imprese – anche “a valle” -, in tutti i settori – anche quello finanziario -, e in linea con le norme internazionali.
  2. La collaborazione multi-stakeholders può fornire una piattaforma per imparare dalle esperienze altrui. Tuttavia, le iniziative possono solo supportare, e mai sostituire, le responsabilità di due diligence delle aziende. Non possono, pertanto, fornire un “porto sicuro”.
  3. Il contenuto fondamentale dell’obbligo di due diligence dovrebbe incentivare le imprese e i loro dirigenti a esaminare le attività dell’impresa (come le pratiche di acquisto o il modello di business) che possono aumentare o ridurre i rischi per gli individui, l’ambiente e il clima lungo le value chains. Dovrebbe, inoltre, incoraggiare il coinvolgimento delle aziende con i partner commerciali, piuttosto che un controllo – dall’alto verso il basso – attraverso un eccessivo affidamento su contratti e audit.
  4. La caratteristica distintiva della due diligence sulla sostenibilità è che dipende, per la sua efficacia e credibilità, sulle opinioni e prospettive degli stakeholders, compresi lavoratori, sindacati, comunità, attivisti dei diritti umani e ambientali. Ciò deve riflettersi chiaramente nella Direttiva.
  5. La Direttiva non sarà efficace senza un’applicazione significativa in modo tale da garantire che le imprese soggette svolgano una due diligence di alta qualità e che coloro che subiscono danni abbiano accesso a rimedi. Ciò include sia una supervisione amministrativa che una responsabilità civile.
    Molti altre aziende e associazioni del settore hanno espresso supporto per una legislazione obbligatoria sulla due diligence.