Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Direttiva UE sul Dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CS3D): lettera aperta ai Ministri Giorgetti, Urso e Tajani in vista del voto del 9 febbraio a Bruxelles.

Gentili Ministri Giorgetti, Urso e Tajani,

dal 2011, anno di varo dei Principi Guida dell’ONU su imprese e diritti umani, esiste un chiaro consenso internazionale sul fatto che le aziende debbano rispettare i diritti delle persone e dell’ambiente lungo tutte le loro catene globali del valore. Un consenso continuamente promosso dall’OCSE, dall’ILO e dalle Nazioni Unite.

L’approvazione della Direttiva UE sul Dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CS3D) in sede COREPER il prossimo venerdì 9 febbraio è un investimento essenziale per un futuro sostenibile che deve essere intrapreso ora, alla luce della gravità delle molteplici sfide ecologiche e climatiche in corso, con l’umanità sulla buona strada per un innalzamento delle temperature medie globali pari a +3ºC.

Il testo all’esame del COREPER è un compromesso inter istituzionale che ha visto il Parlamento Europeo riconoscere numerose e significative concessioni al Consiglio. Concessioni che noi come società civile riteniamo preoccupanti. Come,per esempio:la grave esclusione del settore finanziario dagli obblighi di dovuta diligenza, la rimozione degli obblighi in materia di clima, il linguaggio debole sui relativi piani di transizione e la riduzione preoccupante degli standard di protezione dell’ambiente e dei diritti umani; così come la mancata inversione dell’onere della prova quando si parla di accesso alla giustizia da parte delle vittime o la sostituzione del concetto di “catena del valore” con “catena di attività”, con una forte limitazione delle attività regolate a valle della produzione.

Tuttavia, la legge imporrebbe alle imprese il dovere fondamentale di non nuocere a persone e pianeta, contribuendo ad un cambiamento sostanziale della loro condotta. E questo ci sembra un risultato importante su cui costruire. E lo pensano anche oltre 100.000 cittadini dell’UE che, nel corso del processo legislativo avviato dalla Commissione nel febbraio 2022, hanno firmato una petizione chiedendo una Direttiva CS3D forte e ambiziosa.

Ogni tentativo di sabotare la direttiva in questa fase avanzata è quindi da considerarsi indegno perché non farebbe altro che indebolire la fiducia nella UE, minandone la sua  integrità.

Non è solo una richiesta da parte della società civile organizzata, che noi rappresentiamo. La domanda da parte della business community è altrettanto è significativa. Leggi nazionali sulla dovuta diligenza sono d’altronde già in vigore in Francia e Germania, con proposte nazionali avanzate nei Paesi Bassi, Spagna, Finlandia, Belgio, Lussemburgo e Austria. Non approvare la CS3D a livello UE condannerebbe le imprese del continente a un panorama regolatorio frammentato e a standard di conformità nazionali estremamente variabili. Ancora peggio, i circa 650 milioni di lavoratori e lavoratrici impiegate nelle catene di valore a livello globale continuerebbero ad essere indifesi davanti agli abusi e ai rischi di abusi derivanti da attività economiche di terzi.

Alla luce di queste considerazioni, ci rivolgiamo a voi con il dovuto rispetto del ruolo che ricoprite per chiedervi di cogliere l’occasione storica che avete, che abbiamo di fronte e ad esprimere un voto favorevole, convinto e consapevole, all’adozione del testo di compromesso della direttiva così come vi è stato presentato dalla presidenza di turno belga in vista della riunione di venerdì 9 febbraio 2024.