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DUE DILIGENCE DI SOSTENIBILITÀ AZIENDALE

DUE DILIGENCE DI SOSTENIBILITÀ AZIENDALE
Promuovere la sostenibilità nella governance aziendale e nei sistemi di gestione

Da Commissione Europea – traduzione a cura di Rebecca Vergine

Il 23 Febbraio 2022, la Commissione ha adottato una proposta per una direttiva sulla due diligence di sostenibilità aziendale. Il 1 giugno 2023 il Parlamento si è espresso sul testo definitivo della futura norma comunitaria.
Lo scopo di questa direttiva è di promuovere un comportamento aziendale sostenibile e responsabile e di ancorare le considerazioni sui diritti umani e sull’ambiente nelle operazioni delle imprese e nella governance aziendale. Le nuove norme garantiranno che le imprese affrontino gli impatti negativi delle loro azioni, anche nelle loro value chains all’interno e all’esterno dell’Europa.

Quali sono i vantaggi di queste nuove regole sulla due diligence?

Per i cittadini:
– Miglior protezione dei diritti umani, inclusi i diritti dei lavoratori.
– Ambiente più sano per le generazioni presenti e future.
– Maggiore fiducia nelle aziende.
– Maggiore trasparenza che consente scelte consapevoli.
– Miglior accesso alla giustizia per le vittime.

Per le imprese:
– Armonizzazione del quadro giuridico nell’UE, che crea certezza del diritto e condizioni di parità.
– Maggiore fiducia dei clienti e impegno dei dipendenti.
– Maggiore consapevolezza dell’impatto negativo delle aziende sull’ambiente e sui diritti umani.
– Migliore gestione del rischio e adattabilità.
– Maggiore attrattiva per i talenti, gli investitori orientati alla sostenibilità e i committenti pubblici.
– Maggiore attenzione all’innovazione.
– Migliore accesso ai finanziamenti.

Per i Paesi in via di sviluppo:
– Migliore protezione dei diritti umani e dell’ambiente.
– Maggiore consapevolezza degli stakeholder sui temi chiave della sostenibilità.
– Investimenti sostenibili.
– Miglioramento delle pratiche legate alla sostenibilità.
– Maggiore adozione degli standard internazionali.
– Miglioramento delle condizioni di vita delle persone.

Quali sono gli obblighi per le imprese e i loro direttori?
Questa Direttiva stabilisce un dovere di due diligence aziendale.
Gli elementi fondamentali di questo dovere sono l’identificazione, la cessazione, la prevenzione, l’attenuazione e la contabilizzazione degli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente nelle operazioni dell’impresa stessa, delle sue filiali e delle sue value chains. Inoltre, alcune grandi aziende devono avere un piano per garantire che la loro strategia aziendale sia compatibile con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5 °C, in linea con l’Accordo di Parigi. I direttori sono incentivati a contribuire agli obiettivi di sostenibilità e di mitigazione dei cambiamenti climatici.
La direttiva introduce anche dei doveri per i direttori delle imprese dell’UE interessate. Tali doveri comprendono la definizione e la supervisione dell’attuazione dei processi di due diligence e l’integrazione della due diligence nella strategia aziendale. Inoltre, nell’adempiere al dovere di agire nel miglior interesse della società, i direttori devono tenere conto delle conseguenze delle loro decisioni sui diritti umani, sui cambiamenti climatici e sull’ambiente.

A quali aziende si applicheranno le nuove norme dell’UE sulla due diligence?

Grandi aziende a responsabilità limitata dell’UE:

  • Gruppo 1: +/- 9.400 aziende con oltre 500 dipendenti e un fatturato netto di oltre 150 milioni di euro a livello mondiale.
  • Gruppo 2: +/- 3.400 società in settori ad alto impatto con 250+ dipendenti e 40+ milioni di euro di fatturato netto a livello mondiale, e operanti in settori definiti ad alto impatto, ad esempio tessile, agricoltura, estrazione di minerali. Per questo gruppo, le regole iniziano ad essere applicate due anni dopo rispetto al gruppo 1.

    Aziende non UE: +/- 2.600 imprese nel Gruppo 1 e +/- 1.400 nel Gruppo 2.
    Imprese di paesi terzi attive nell’UE con soglia di fatturato allineata ai gruppi 1 e 2, generato nell’UE.

    PMI
    Le microimprese e le PMI non sono interessate dalle norme proposte. Tuttavia, la proposta prevede misure di sostegno per le PMI, che potrebbero essere indirettamente interessate.

Quali sono i costi stimati delle nuove norme sulla due diligence per le imprese?

Le imprese dovranno sostenere:
– I costi di creazione e gestione delle procedure di due diligence.
– I costi di transizione, che includono le spese e gli investimenti per modificare le operazioni e le value chains di un’azienda per conformarsi all’obbligo di due diligence, se necessario.

Come saranno applicate le nuove norme sulla due diligence?

Le norme sulla due diligence di sostenibilità aziendale saranno applicate attraverso:
Supervisione amministrativa: Gli Stati Membri designeranno un’autorità per la supervisione e l’imposizione di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, tra cui multe e ordini di conformità. A livello europeo, la Commissione istituirà una Rete Europea di Autorità di Vigilanza che riunirà i rappresentanti degli organismi nazionali per garantire un approccio coordinato.

Responsabilità civile: Gli Stati Membri garantiranno che le vittime ottengano il risarcimento dei danni derivanti dal mancato rispetto degli obblighi previsti dalle nuove proposte.
Le norme sui doveri dei direttori sono applicate attraverso le leggi vigenti negli Stati Membri.
La direttiva non prevede un ulteriore regime di applicazione nel caso in cui i direttori non rispettino gli obblighi previsti dalla direttiva stessa.

Perché l’UE deve promuovere un comportamento aziendale sostenibile e una governance aziendale responsabile?

Un’ampia gamma di gruppi di stakeholders, tra cui rappresentanti della società civile, cittadini dell’UE, imprese e associazioni imprenditoriali, ha chiesto l’introduzione di norme di due diligence obbligatorie. Il 70% delle aziende che hanno risposto alla consultazione pubblica ha inviato un messaggio chiaro: È necessario un intervento dell’UE sulla due diligence di sostenibilità aziendale.
Le imprese svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di un’economia e di una società sostenibili ed eque. Un terzo delle imprese riconosce la necessità di agire e adottare misure per affrontare gli effetti negativi delle loro azioni sui diritti umani o sull’ambiente, ma i progressi sono
lenti e disomogenei. La crescente complessità e la natura globale delle catene di fornitura rendono difficile per le aziende ottenere informazioni affidabili sulle attività dei fornitori. La frammentazione delle norme nazionali sugli obblighi di due diligence aziendale legati alla sostenibilità rallenta ulteriormente l’adozione di buone pratiche. Le misure isolate adottate da alcuni Stati Membri non sono sufficienti per aiutare le imprese a sfruttare interamente il loro potenziale e ad agire in modo sostenibile.