Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

European coalition for corporate justice: 4 europei su 5 chiedono norme più stringenti

di Francesca Giacometti. Pubblicati da European Coalition for Corporate Justice i risultati di un sondaggio YouGov su 9 Paesi UE.

 Il 13 ottobre scorso la European Coalition for Corporate Justice (ECCJ) ha pubblicato i risultati di un sondaggio sulle imprese svolto in nove Stati Europei. Gli Stati oggetto dell’indagine sono nello specifico Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna. Dal sondaggio emerge che oltre l’80% degli europei vorrebbe che le aziende fossero ritenute legalmente responsabili degli abusi compiuti lungo le fasi della catena produttiva.

Vasto è infatti il consenso raccolto sulla proposta di norme stringenti che obblighino le aziende a non violare i diritti umani o a non generare danni ambientali, dentro o fuori i confini dell’Unione.

Nel caso in cui un’azienda violi queste norme, l’86% del campione reputa necessario intraprendere dei procedimenti giudiziari. E, per l’84% degli intervistati, bisogna garantire alle vittime di essere rappresentate contro l’azienda nello Stato in cui quest’ultima ha sede legale.

Un campanello d’allarme per l’Europa

Per Claudia Seller, direttrice di European Coalition for Corporate Justice, un risultato simile è un campanello d’allarme per i decisori europei, chiamati ad ascoltare la voce dei loro cittadini.
Già lo scorso febbraio, più di 700 tra organizzazioni, sindacati e istituzioni accademiche hanno preso parte alla consultazione pubblica della Commissione per la proposta di direttiva . Oltre mezzo milione di persone da tutto il mondo ha quindi richiesto all’UE che le aziende affrontino le responsabilità civili, amministrative e penali per i danni ambientali e le violazioni dei diritti umani, ovunque nel mondo e a qualunque livello della catena produttiva.

Per approfondimenti: