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JUSTICE IS EVERYBODY’S BUSINESS: FAQ

FAQ CAMPAGNA JUSTICE IS EVERYBODY’S BUSINESS

Qual è il problema principale?

Le imprese di tutto il mondo hanno approfittato della loro posizione sfruttato le persone e il pianeta.

Qual è il costo della loro sconsiderata corsa al profitto?
Le attività imprenditoriali hanno determinato il collasso climatico, il crollo della biodiversità, l’erosione dei diritti dei lavoratori e dei sindacati, il lavoro forzato e quello minorile, la crescita vertiginosa dei livelli di povertà e degli omicidi dei difensori dei diritti umani e ambientali.

Perché è così difficile fermare questi abusi?
Il problema più grande è legato alle catene globali di fornitura. Ogni azienda può avere una rete di filiali e migliaia di rapporti commerciali. Questo rende difficile sfuggire alle responsabilità e alle violazioni che accadono in paesi lontani dalla sede legale dell’impresa capofila. Per questo abbiamo bisogno di una legge che renda le imprese legalmente responsabili delle loro catene di approvvigionamento globali. Spesso le imprese spostano le colpe per evitare di assumersi responsabilità: è chiaro che se questo meccanismo restasse volontario non sarà mai sufficiente per determinare la responsabilità delle imprese. Abbiamo bisogno di un’azione giuridicamente vincolante. Ora.

Perché abbiamo bisogno di una legge europea?

L’Unione europea è la più grande mercato unico nel mondo, ma solo un’impresa su tre compie sforzi per identificare i rischi della propria azione sui diritti umani e agire su quelli potenziali, all’interno della propria catena di valore. Il mondo del business sta facendo molto poco per mitigare il proprio impatto su clima e ambiente. Molti stati hanno già adottato o stanno adottando nuove leggi sul tema. Francia e Germania, ad esempio, si sono dotate di leggi nazionali. Austria, Belgio, Paesi Bassi, Finlandia, Spagna e Lussemburgo stanno seguendo il loro esempio.

La maggior parte dei paesi europei però è in ritardo. Una legge UE potrà essere uno strumento cruciale per far avanzare il tema nel discorso pubblico. Solo con una legge comunitaria sarà possibile avere norme comuni per la prevenzione e il rimedio agli abusi per le società responsabili di holding.

Perché adesso?

Nel 2021 centinaia di migliaia di persone hanno risposto alla consultazione del Consiglio Europeo sulla proposta di legge sulla due diligence per le imprese. Ora che la proposta è stata pubblicata, è piena di scappatoie. Ci siamo già fatti sentire. Adesso è il momento di alzare la voce e mostrare che non accetteremo mezze misure perché si tratta di giustizia.

Che cosa significa ‘due diligence’?

La due diligence è un processo che dà alle aziende indicazioni su come identificare i rischi di danno nei loro investimenti e lungo le catene di fornitura, compresi le loro controllate, i subappaltatori e i fornitori. Con un obbligo di dovuta diligenza le imprese sarebbero costrette a monitorare e migliorare le condizioni del lavoro nelle proprie attività e prevenire abusi o rimediare a essi.

Le aziende non stanno già facendo abbastanza?

Molte imprese mantengono questi impegni in maniera volontaria, ma questi non sono imposti dagli Stati o dai Tribunali e ciò può rendere impossibile applicarli. Alcune aziende, per questo, non stanno facendo nulla. Secondo uno studio del 2020 per la Commissione Europea, solo il 16% delle imprese europee svolge controlli di due diligence sui diritti umani lungo le proprie catene di fornitura e quando fa investimenti. Secondo l’ Alliance for Corporate Transparency, meno del 7% è impegnato a porre rimedio ai propri danni alle comunità.

Anche se alcune imprese europee stanno sostenendo pubblicamente la necessità di una legge sulla due diligence, altre stanno invece facendo pressione per annacquare il testo della legge e renderla meno efficace.

Quindi come rendere le imprese responsabili?

Le imprese che violano i diritti umani o l’ambiente in qualsiasi modo devono essere ritenute legalmente responsabili in sede civile (un Tribunale, ad esempio, dovrebbe imporre loro di risarcire le persone colpite dalle loro attività o interrompere quelle che provocano danni) e amministrativa (dovrebbero cioè poter essere sanzionate per mancanza di controllo di dovuta diligenza volti alla prevenzione dei danni, anche se non ci sono stati ancora).

Perché parliamo di giustizia?

Tutti – compresi i lavoratori, il mondo del commercio, i sindacati, i difensori dei diritti umani, del territorio o dell’ambiente, le comunità e la società civile – devono essere in grado di ottenere giustizia se un’attività di impresa viola i propri diritti umani o il proprio ambiente. In questo momento un sistema debole e truccato rende incredibilmente difficile per le persone rendere le imprese responsabili. Una legge forte sulla giustizia societaria deve rimuovere questi ostacoli. Questo significa assicurarsi che le imprese non nascondano le prove, forniscano strumenti per adire a vie legali, consentano a un gran numero di richiedenti di ottenere risarcimenti collettivi e l’estensione della responsabilità civile d’impresa a tutta la catena di approvvigionamento.

Ma giustizia significa molto più di questo. Si tratta di equità, uguaglianza, inclusività e solidarietà globale. Significa porre fine all’oppressione e alle discriminazioni basate sulla razza, sul genere, sulla sessualità, sullo stato economico, all’interno dei paesi. Significa dare potere alle persone, rispettare i diritti umani in tutto il mondo e fare in modo che i gruppi più vulnerabili abbiano voce in capitolo per le politiche sociali, climatiche e ambientali.

Come i lavoratori trarrebbero beneficio da questa legge?

Due diligence significa rispettare i diritti dei lavoratori e dei sindacati. Le imprese non possono identificare tutti i rischi della propria azione se non consultano adeguatamente i lavoratori, includendoli nel loro processo di due diligence. La legge in scrittura deve richiedere il pieno coinvolgimento dei sindacati e dei rappresentati dei lavoratori.

Come l’ambiente e il clima trarrebbero beneficio da questa legge?

L’azione delle imprese ha alimentato la crisi climatica e la crisi del nostro ecosistema. Chiedere loro una due diligence significherebbe chiedergli di identificare e prevenire eventuali rischi potenziali per ambiente e clima lungo tutta la loro catena di valore e ritenerle legalmente responsabile quando si verificano danni.

Come le popolazioni indigene trarrebbero benefici da questa legge?

Capita spesso che grandi imprese si impadroniscano di terre e violino i diritti umani delle comunità indigene residenti, senza consultarle. A queste comunità spesso è negata ogni forma di giustizia o compensazione. Una legge sulla due diligence forte e realmente efficace dovrebbe includere la necessità di ottenere il consenso da parte delle comunità indigene prima di intraprendere attività commerciali che potrebbero influenzare le loro vite, terre e mezzi di sussistenza.

Perché aderire a Justice is everybody’s business?

Quella della giustizia aziendale non è solo una questione tecnica legale o una campagna delle ONG. Si tratta di un passo necessario per difendere il pianeta per noi e per le future generazioni. Sappiamo di cosa abbiamo bisogno, ma da soli non possiamo rendere le imprese responsabili. Abbiamo bisogno di tutti e tutte.

Aiutaci a difendere le leggi UE che proteggono diritti umani, ambiente e clima dallo sfruttamento da parte delle imprese.

Aderisci a Justice is Everybody’s Business!