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Guatemala: Grupo COBRA e le violazioni dei diritti delle popolazioni indigene

grupo cobra

“Nessuno è stato interpellato, quindi quei progetti sono illegali. Ciò che noi, le comunità, vogliamo è che lascino stare il nostro fiume. Che sospendano quei progetti. […] quel fiume finirà massacrato. Questa gente si ritroverà senza acqua” 

                                                                                                                                                                   (Bernardo Caal Xol, leader della comunità Q’eqchi’)

Informazioni generali

SETTORE: Infrastrutture
TEMA: Ambiente, diritti delle popolazioni indigene, accesso all’acqua

IMPRESE

Il Grupo COBRA ha sede a Madrid, in Spagna, e si occupa dell’approvvigionamento e della gestione di elettricità, acqua, gas e infrastrutture di comunicazione. Impiega più di 38.000 persone in oltre 70 paesi. Grupo COBRA è un’azienda sussidiaria controllata di Grupo ACS, leader globale in servizi ingegneristici e per l’edilizia.
Fatturato 2019: GRUPO COBRA € 4,205 milioni – GRUPO ACS €39,049 milioni, profitti € 962 milioni
La Corporación Multi Inversiones (CMI) è un’impresa a conduzione familiare guatemalteca con più di 40.000 dipendenti. Nel 2011 CMI ha subappaltato al Grupo COBRA la costruzione di un impianto idroelettrico ad Alta Verapaz (Guatemala). Il complesso è gestito da Recursos Naturales y Celulosas (RENACE), impresa figlia di CMI.

COMUNITÀ COLPITE

La popolazione indigena Q’eqchi è un gruppo etnico discendente dai Maya, e la maggior parte di loro vive nella regione dell’Alta Verapaz, nel nord del Guatemala. Oltre l’80% della popolazione locale vive sotto la soglia di povertà. Il fiume Cahabón è di primaria importanza per questa regione e per i Q’eqchi, che dipendono da esso per l’approvvigionamento di acqua potabile, per il lavaggio degli indumenti e per la pesca. Il fiume è sacro per i Q’eqchi in quanto luogo di pratiche spirituali maya.

La vicenda

RIASSUNTO

Nel 2011 CMI ha subappaltato al Grupo COBRA la costruzione di un progetto per un impianto idroelettrico in Alta Verapaz. Il progetto ha devastato l’ambiente circostante e sconvolto lo stile di vita della popolazione Q’eqchi. Il Grupo COBRA non ha condotto alcuna valutazione iniziale dei rischi e dell’impatto per identificare e prendere in carico i rischi cumulativi di tipo ambientale, sociale e in materia di diritti umani. Né il governo né l’impresa hanno interpellato la comunità indigena locale prima o durante l’implementazione del progetto. Al 2016 il fiume era sfruttato da 15 diversi progetti idroelettrici, distruggendo ulteriormente le foreste e impedendo alle comunità indigene l’accesso alla loro principale fonte d’acqua. 

DETTAGLI

Nel 2011, CMI ha stipulato un accordo con il Grupo COBRA per le tre fasi del progetto RENACE, il più vasto complesso idroelettrico in America Centrale, sul fiume Cahabón in Alta Verapaz, Guatemala. Le comunità Q’eqchi non sono state sentite né dal governo né dall’impresa, violandone il diritto al consenso libero, preventivo e informato (Free, Prior and Informed Consent – FPIC), come riconosciuto dagli standard internazionali. 

Quando il Grupo COBRA ha cominciato i lavori, ha installato recinzioni altissime e stabilito orari di apertura e specifici punti di accesso al fiume, limitando l’accesso dei Q’eqchi’ a questa risorsa vitale,. Queste restrizioni hanno avuto serie conseguenze sul patrimonio culturale dei Q’eqchi, vista la natura sacra del fiume presso la comunità. Il cantiere ha avuto inoltre un forte impatto ambientale, apportando significative modifiche al corso del fiume, portando alla potenziale alluvione di aree naturalmente protette La ONG Alianza por la Solidaridad segnala che, anche se il Grupo COBRA ha condotto alcune indagini sul proprio impatto ambientale, non ha però eseguito una valutazione complessiva considerando l’impatto globale dell’intero complesso idroelettrico, inclusi i diritti umani.

Alta Verapaz, una delle regioni più povere del Guatemala, ha anche il più alto numero di attacchi ai difensori dei diritti umani nel paese., Le comunità e le organizzazioni che si sono opposte a questo e altri progetti sono state minacciate, diffamate, criminalizzate. Il leader Q’eqchi Bernardo Caal è stato imprigionato dopo aver difeso il fiume Cahabón da altri progetti di impianti idroelettrici., 

Nel novembre del 2017 Alianza por la Solidaridad ha denunciato il Grupo COBRA presso il Punto di Contatto Nazionale (PCN) OCSE spagnolo. Il PCN è giunto alla conclusione che l’impresa, nel proprio ruolo di appaltatrice, non era esentata dall’agire secondo dovuta diligenza, e che prevenzione e mitigazione degli impatti della propria attività imprenditoriale erano responsabilità dell’impresa stessa. 

APPROFONDIMENTI

L’analisi di Large Movements

WHAT IF

Con una legislazione vincolante sulla due diligence in materia di diritti umani e ambientali:

il Grupo COBRA sarebbe obbligato a cercare metodi per assicurare il rispetto dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale e degli standard ambientali internazionali lungo tutta la propria filiera globale. 

  • Il Grupo COBRA sarebbe obbligato ad agire secondo la dovuta diligenza basata sul rischio per identificare, prevenire, far cessare e mitigare gli impatti ambientali e sui diritti umani delle proprie operazioni, specialmente riguardo i diritti delle popolazioni indigene, per adoperare la propria influenza presso i propri partner locali per mitigare gli abusi individuati nei confronti dei diritti umani e ambientali, e intervenire a favore delle comunità locali. Questo significherebbe che l’impresa avrebbe dovuto identificare e mitigare l’impatto sui Q’eqchi’ nel limitare il loro accesso al fiume. 
  • L’azienda avrebbe dovuto assicurare il rispetto del diritto al consenso libero, preventivo e informato, e cessare le attività di costruzione fino a che il consenso non fosse stato ottenuto in linea con gli standard stabiliti dalla Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni delle Nazioni Unite. 
  • La comunità Q’eqchi’ e i suoi rappresentanti potrebbero impugnare presso le autorità giudiziarie e amministrative spagnole l’asserito fallimento del Grupo COBRA nell’assicurare il rispetto dei loro diritti. Il Grupo COBRA potrebbe essere ritenuto responsabile per danni in materia di diritti umani ed abusi ambientali come risultato della mancata ottemperanza ai doveri dettati dalla due diligence, se le accuse venissero provate.