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Due Diligence, direttiva, storia

Nel corso degli anni, sono stati numerosi gli strumenti di soft law (linee guida, codici di autoregolazione e codici etici) attivati per sensibilizzare aziende e governi sull’impatto delle attività di impresa sui diritti umani e l’ambiente. 

Si tratta di principi e strumenti, non giuridicamente vincolanti, volti a supportare concretamente qualsiasi organizzazione voglia perseguire un business cosiddetto sostenibile.

I Principi Guida ONU su Imprese e Diritti Umani sono sicuramente il riferimento più autorevole in materia. Resi pubblici nel 2011, si basano sul cosiddetto “Protect – Respect – Remedy framework”: l’obbligo degli Stati di proteggere; la responsabilità delle aziende di rispettare e l’importanza dell’accesso a un rimedio, giudiziale o extragiudiziale, per coloro i quali ritengano che i loro diritti siano stati violati. Suddetti Principi introducono inoltre il concetto di Human Rights Due Diligence (HRDD) (Dovuta Diligenza sui Diritti Umani), un approccio basato sul rischio che prevede la mappatura e la gestione, tramite misure correttive, degli impatti avversi sui diritti umani causati dall’azienda lungo la propria filiera.

Di notevoli rilevanza anche le Linee Guida OCSE sulle imprese multinazionali, il cui obiettivo è diffondere principi e standard volontari per un comportamento responsabile nella conduzione delle attività di impresa.

Dopo decenni di approccio volontaristico, viste in particolare le difficoltà di garantire l’accesso al rimedio, alcuni Stati, le istituzioni europee e quelle internazionali stanno vertendo verso un cosiddetto mandatory approach (approccio obbligatorio), e cioè  la promulgazione di una serie di strumenti legislativi vincolanti volti a richiedere maggiore trasparenza e tracciabilità alle imprese e basati sulla HREDD obbligatoria. In tal senso, nel 2017 la Francia ha emesso il Devoir de Vigilance per le aziende a partire da 6 mila dipendenti, mentre l’Unione europea ha inserito l’obbligo di rendicontazione non finanziaria per le entità definite di “interesse pubblico” (Direttiva 2014/26/UE) e, a seguito di un regolam​​ento ad hoc sui “Conflict Minerals” (Regolamento UE 2017/821), che impone alle aziende europee che utilizzano oro, stagno, tantalio e tungsteno nelle proprie filiere di svolgere una due diligence sui diritti umani per mostrare chei suddetti minerali non provengano da zone di conflitto.

In questo momento è in corso una discussione volta all’elaborazione di una Direttiva Comunitaria sulla Corporate Due Diligence.

A livello di Consiglio ONU per i Diritti Umani invece, su proposta dell’Ecuador si sta negoziando per la prima volta nella storia un Trattato vincolante su imprese e diritti umani.

Fonte: Shift Project 

Movimenti nazionali e regionali per una due diligence europea obbligatoria in materia di diritti umani e ambiente in europa

Iniziative per una due diligence europea obbligatoria in materia di diritti umani e ambiente. Elenco non esaustivo.
Il presente elenco è parte del portale Mandatory Due Diligence.
Ultimo aggiornamento, 25 giugno 2021. 

Austria

Mobilitazione della società civile, iniziativa parlamentare e proposta di legge.

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Belgio

Proposta di legge e mobilitazione della società civile.

2 of 16
Danimarca

Iniziativa parlamentare supportata da società civile, sindacati, consumatori e aziende.

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Finlandia

Mobilitazione della società civile con il supporto di aziende e sindacati. Impegno del governo ad approvare una legge.

4 of 16
Francia

Legge approvata e azione della società civile.

5 of 16
Germania

Movimentazione civile e legge adottata.

6 of 16
Italia

Mobilitazione della società civile.

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Irlanda

Azione della società civile.

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Lussemburgo

Azione della società civile, impegno del governo ad approvare una legge.

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Paesi Bassi

Legge adottata per due diligence su lavoro minorile, proposta di legge parlamentare, e movimentazione della società civile.

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Norvegia

Movimentazione della società civile e legge sulla trasparenza delle imprese e sui diritti umani e
condizioni di lavoro dignitose.

11 of 16
Spagna

Movimentazione della società civile.

12 of 16
Svezia

Movimentazione della società civile.

13 of 16
Svizzera

Proposta di legge in risposta a iniziative della società civile.

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Regno Unito

Movimentazione della società civile.

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Unione Europea

Regolamento specifico/settoriale, movimentazione della società civile, iniziativa Europarlamentare.

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Mobilitazione della società civile, iniziativa parlamentare e proposta di legge.

La società civile, incluso il network per la responsabilità sociale delle imprese (NeSoVe), sta invocando una legge di due diligence obbligatoria in materia di diritti umani. 

A luglio 2018, e ancora a maggio 2020, il Partito Socialdemocratico ha presentato al Parlamento austriaco una proposta di legge sulla responsabilità sociale nel settore dell’abbigliamento.

A marzo 2021 il partito Socialdemocratico ha presentato una proposta di legge sulle filiere produttive, da sottoporre alla Commissione Ambiente e Giustizia. 

Inoltre, il progetto di legge sulla responsabilità sociale nel settore dell’abbigliamento è stato sottoposto alla commissione parlamentare competente ma non sono ancora iniziate le discussioni in merito.

Proposta di legge e mobilitazione della società civile.

Nell’aprile 2019 un gruppo di organizzazioni della società civile hanno pubblicato una lettera aperta chiedendo una legge nazionale che obblighi le aziende a condurre due diligence in materia di diritti umani.

Nel giugno 2020 il Leuven Center for Global Governance Studies ha pubblicato un report che propone opzioni per una due diligence obbligatoria in Belgio.

 

Durante un discorso a dicembre 2019 il vice Primo Ministro e Ministro delle Finanze e della Cooperazione allo Sviluppo dichiarò che avrebbe supportato una legge a livello europeo per l’obbligo di dovuta diligenza in materia di diritti umani.

 

Iniziativa parlamentare supportata da società civile, sindacati, consumatori e aziende.

Nel gennaio 2019, tre partiti danesi hanno sostenuto una mozione parlamentare che esorta il Governo ad introdurre un decreto sulla due diligence in materia di diritti umani per tutte le grandi aziende e per quelle in settori ad alto rischio. La mozione è stata supportata da più di 100 ONG, da FH Danish Trade Union Confederation, dall’Unione Danese dei Consumatori, così come dall’azienda farmaceutica Novo Nordisk.

 

Regolamento specifico/settoriale, movimentazione della società civile, iniziativa Europarlamentare

Il 10 marzo 2021 il Parlamento Europeo (EP) ha ufficializzato la propria posizione nei confronti di una direttiva comunitaria.Nel 2017 viene approvato il Regolamento Europeo sui Conflict Minerals che impone obblighi di due diligence agli importatori di stagno, tantalio, tungsteno, oro (e loro leghe) dell’Unione. Nel 2021 è diventato vincolante. 

  • Sotto la EU Timber Regulation, agli operatori che immettono legname sul mercato europeo è richiesto l’esercizio di due diligence.
  • Nel febbraio 2020, la Commissione Europea ha pubblicato uno studio in merito alle opzioni di regolamentazione per un’ampia legge sulla due diligence a livello di Unione Europea.
  • Nell’aprile 2020 il Commissario Europeo alla Giustizia, Didier Reynders, ha annunciato che la Commissione si impegna a introdurre regole per la due diligence aziendale obbligatoria in materia di diritti umani e ambiente entro il 2021.
  • Nel dicembre 2020, il Consiglio Europeo, sotto la presidenza tedesca, ha esortato la Commissione a sviluppare un piano d’azione europeo per un framework di due diligence obbligatoria.

Mobilitazione della società civile con il supporto di aziende e sindacati e impegno del governo ad approvare una legge.

Nel settembre 2018 una coalizione con più di 140 organizzazioni della società civile, aziende e sindacati hanno lanciato una campagna chiedendo una due diligence obbligatoria in materia di diritti umani.

  • Il Governo finlandese, guidato dal partito socialdemocratico, si impegna in direzione di un obbligo di dovuta diligenza nel suo programma ufficiale.
  • A giugno 2020 il Governo ha pubblicato uno studio in merito alle possibili opzioni di regolamentazione per una due diligence obbligatoria in Finlandia.
  • Il programma governativo include anche l’impegno nella promozione di una legislazione di due diligence a livello europeo.

Legge approvata e azione della società civile.

Promulgata nel 2017, la legge del dovere di vigilanza impone alle grandi aziende francesi la pubblicazione e l’implementazione di un piano di vigilanza per identificare e prevenire rischi per i diritti umani derivanti dalle loro attività. Un gruppo di ONG tra cui Action Aid, Les Amis de la Terre France, Amnesty, Terre Solidaire, Collectif Éthique sur l’Étiquette and Sherpa (membri del Forum Citoyen pour la RSE) sta conducendo valutazioni periodiche dei piani di vigilanza delle aziende. Inoltre, CCFD-Terre Solidaire end Sherpa, supportate da Business & Human Rights Resource Centre, hanno creato un sito che rende pubblici i nomi delle aziende toccate da tale legge, sia i loro Piani di Vigilanza.



Legge adottata e movimentazione della società civile.

Nel 2016 il partito dei Verdi ha presentato una mozione parlamentare in merito alla due diligence aziendale obbligatoria in materia di diritti umani. Nello stesso anno, una coalizione di studiosi e ONG comprendente Amnesty, Bread for the World Germanwatch e Oxfam, hanno presentato una proposta di legge sulla dovuta diligenza obbligatoria in materia di diritti umani.

Nel settembre 2019, una coalizione di 64 organizzazioni della società civile ha lanciato una campagna a sostegno di una legge sulle filiere produttive e nel febbraio 2020 la stessa coalizione ha pubblicato un parere giuridico sugli elementi chiave di una possibile legge.

  • Nell’accordo con la coalizione sul Piano d’Azione Nazionale sul Business e Diritti Umani, il Governo tedesco dichiara che considererà la creazione di una legislazione dedicata nel caso in cui entro il 2020 meno del 50% delle aziende tedesche con più di 500 dipendenti avranno in essere dei processi di due diligence in materia di diritti umani.
  • Nel dicembre 2019, il Ministro del Lavoro Hubertus Heil e il Ministro dello Sviluppo Gerd Müller hanno annunciato l’intenzione di preparare dei punti chiave per una legge sulla due diligence obbligatoria. Il 25 giugno 2020 i media tedeschi hanno diffuso la bozza.
  • Il 12 febbraio 2021 il governo ha concordato un disegno di legge, il cui testo definitivo è stato discusso il 3 marzo al Bundestag (Camera Inferiore) e poi sottoposto alla commissione per il lavoro e le politiche sociali il 22 aprile. La Camera Superiore del parlamento tedesco (Bundesrat) ne ha poi discusso il 7 maggio, senza sollevare alcuna obiezione.
  • Dopo essere stata ritardata, la legge è stata adottata l’11 giugno 2021 con 412 voti a favore, 159 contrari e 59 astensioni.

Mobilitazione della società civile.

Dal 2017 al 2020 una serie di associazioni e ONG, in collaborazione con docenti e ricercatori universitari hanno realizzato molteplici campagne di sensibilizzazione sul tema “business & human rights” e si sono coordinate nelle interlocuzione con le istituzioni italiane sui seguenti temi: Non-financial reporting, Piano di azione nazionale su principi guida ONU su Imprese e Diritti Umani, Gruppo di Lavoro Intergovernativo delle Nazioni Unite per la definizione di un trattato vincolante su imprese e diritti umani.

Il 13 novembre 2019 a Milano, Mani Tese, in collaborazione con FIDH, HRIC, Fair, Campagna Abiti Puliti e Comune di Milano, ha organizzato il seminario internazionale “Human Rights Due Diligence. Principi e pratiche emergenti in Europa: quale ruolo per l’Italia?” a cui hanno partecipato cento persone. Nell’occasione è stata presentato l’ebook: “Business e Diritti Umani. Come vincolare la libertà di impresa al rispetto dei diritti umani”.

Human Rights International Corner ha pubblicato una sintesi del d.lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle associazioni e delle relative implicazioni in relazione al business e diritti umani, insieme ad un report dei punti di forza e di debolezza della stessa legge come modello per una legge italiana sulla due diligence obbligatoria.

  • Con il Piano d’Azione Nazionale in materia di business e diritti umani il Governo italiano si è impegnato a svolgere una revisione della legge esistente per valutare riforme legislative che introducano una forma di dovuta diligenza in materia di diritti umani per le aziende.

Azione della società civile.

Prima delle elezioni del 2020, l’agenzia di vescovi cattolici per lo sviluppo d’oltremare Trócaire ha esortato tutti i partiti politici a introdurre una due diligence obbligatoria e ad appoggiare un trattato ONU vincolante.

Azione della società civile e impegno del governo ad approvare una legge.

Nel marzo 2018 , una coalizione di 17 organizzazioni della società civile ha lanciato un’iniziativa esortando l’introduzione di una legge sulla due diligence obbligatoria per le aziende con sede legale in Lussemburgo.

Legge sulla trasparenza delle imprese e sui diritti umani e
condizioni di lavoro dignitose
Proposta parlamentare sul merito e
condotta commerciale internazionale sostenibile

La società civile così come la MVO Platform ha accolto l’adozione della legge sulla due diligence in materia di lavoro minorile nel maggio 2019. In ogni caso diverse ONG stanno esortando il governo a considerare la possibilità di una legislazione più ampia e quindi accogliere e favorire la produzione di politiche adeguate.

Nell’ottobre 2020 è stata lanciata l’Iniziativa per un Business Sostenibile e Responsabile (IDVO), comprendente una coalizione di organizzazioni della società civile, sindacati, aziende progressiste, organizzazioni religiose e accademici militanti per l’adozione di una riforma nazionale in materia di due diligence obbligatoria.

  • Nel maggio 2019 il Senato ha votato l’approvazione della legge sulla due diligence in merito al lavoro minorile, che richiede alle aziende di identificare, prevenire e valutare la problematica lungo le loro filiere produttive.
  • Il governo si è anche mosso per stabilire un processo formale di sviluppo policy per ridisegnare la politica di Condotta delle Imprese Responsabili, includendo larghe misure di due diligence obbligatoria.
  • In Parlamento, i partiti politici stanno lavorando sulle proprie iniziative per un regolamento comprensivo per una dovuta diligenza obbligatoria.
  • Nel marzo 2021, l’Unione Cristiana (CU) ha presentato un profilo per un’ampia legge sulla dovuta diligenza, e nel giugno 2020, quattro partiti politici guidati dalla CU hanno consegnato una nota d’iniziativa per una legislazione di due diligence obbligatoria.
  • Nel marzo 2021 la proposta della Riforma sulla Condotta Responsabile e Sostenibile delle Multinazionali è stata ufficialmente consegnata al Parlamento. 
  • Durante l’estate 2021 verranno rivelati i prossimi step.

Legge sulla trasparenza delle imprese e sui diritti umani e
condizioni di lavoro dignitose.

Nel gennaio 2019 il Forum Norvegese per l’Ambiente e lo Sviluppo ha presentato una lettera alla commissione Giustizia del parlamento sottolineando la necessità di una legislazione sulla due diligence in materia di diritti umani. 

Un’ampia alleanza della società civile chiede per le aziende una legge sui diritti umani che vada oltre potenziali requisiti di trasparenza.

  • Il governo norvegese, basandosi su due risoluzioni parlamentari ha nominato una commissione di esperti nell’agosto del 2018 per indagare le potenzialità di una legge sull’informazione etica e sul diritto dell’informazione in materia di impatti sui diritti umani da parte delle aziende.
  • A novembre 2019 la commissione ha pubblicato una proposta di legge sulla trasparenza delle filiere produttive, sul dovere di conoscenza e sulla due diligence.
  • Nell’aprile 2021 il governo norvegese ha depositato la Proposta 50 L (2020-2021 disponibile solo in norvegese) – “Legge sulla trasparenza delle aziende, sui diritti umani fondamentali del lavoro e sul lavoro dignitoso”, approvata poi nel giugno 2021 e che dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio 2022.

Movimentazione della società civile. 

Le organizzazioni della società civile, compreso l’Osservatorio Spagnolo sulla Responsabilità Sociale d’Impresa, stanno discutendo la proposta di una legge nazionale sulla due diligence in materia di diritti umani e ambiente.



Movimentazione della società civile.

Nel maggio 2019, il gruppo di lavoro CONCORD Svezia (14 membri) ha pubblicato un position paper che richiede al governo di analizzare la possibilità di una due diligence obbligatoria in materia di diritti umani.

  • Nel marzo 2018, il l’Agenzia per l’Amministrazione Pubblica del governo svedese ha rilasciato un report che consiglia al governo di considerare la possibilità di un obbligo di dovuta diligenza in materia di diritti umani.



Proposta di legge in risposta a iniziative della società civile.

La Swiss Responsible Initative, lanciata nel 2015 da una coalizione di organizzazioni della società civile, cerca di introdurre un articolo nella costituzione svizzera che renda la due diligence in materia di diritti umani obbligatoria per le aziende.

L’Iniziativa è stata respinta per pochi voti al referendum del 29 novembre 2020. Di conseguenza, una controproposta basata sul reporting aziendale è stata indirettamente adottata dal parlamento svizzero ed entrerà in vigore verosimilmente dal 1 gennaio 2022.



Movimentazione della società civile.

Nell’aprile 2019 un gruppo di organizzazioni della società civile ha lanciato una campagna a favore di una legge sulla due diligence obbligatoria in materia di diritti umani.

 Un report pubblicato a febbraio 2020 considera la fattibilità legale dell’introduzione un dovere d’impresa di prevenzione degli abusi dei diritti umani nella legislazione inglese.

Nel marzo 2020, un parlamentare ha portato avanti un emendamento alla Riforma Ambiente che richiederebbe al governo di pubblicare una proposta di legge sulla due diligence in materia di diritti umani e ambiente.

  • Nell’aprile 2017, la commissione mista sui diritti umani ha pubblicato un report in cui consiglia l’introduzione di un obbligo di diligenza a tutte le imprese.