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POSSIBILI RISCHI dell’ESTRAZIONE DI MINERALI DI “TRANSIZIONE” IN SUDAFRICA

POSSIBILI RISCHI DEI NUOVI FINANZIAMENTI PER L’ESTRAZIONE DI MINERALI DI “TRANSIZIONE” IN SUDAFRICA

[Rebecca Vergine] Il Sudafrica, paese ricco per i suoi giacimenti di minerali, vede l’arrivo di nuovi finanziamenti per l’estrazione di minerali di transizione, cioè tutti quei minerali usati per la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture energetiche rinnovabili e green, come il litio, il nickel, il cobalto, il rame e, soprattutto, il manganese, di cui il Sudafrica è il maggior esportatore al mondo.

La corsa per fonti di energia rinnovabili ha fatto sì che l’industria mineraria del Paese si stia vedendo inondata di finanziamenti da parte di banche locali e internazionali, che vanno a ricoprire un ruolo chiave nel garantire che la transizione energetica sudafricana non sia solo rapida ma anche equa.

Nonostante la necessità di utilizzare fonti di energia rinnovabili e pulite per raggiungere l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, non bisogna infatti trascurare i possibili problemi ambientali e le possibili violazioni di diritti umani che un incremento di domanda nell’industria mineraria causano. In particolare, i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali relative all’uso della terra e a un consenso informato e preventivo per l’uso della terra sono i più a rischio.

Ci si chiede, quindi, se le banche stiano facendo il possibile per mitigare e pervenire gli impatti sui diritti umani.

Un report pubblicato dal Business and Human Rights Resource Centre va ad esaminare le misure e le azioni messe in campo in materia di diritti umani da un gruppo di banche legate ai nuovi finanziamenti per l’estrazione di minerali di transizione in Sudafrica. Infatti, nonostante le crescenti prove che l’industria mineraria ha effetti negativi sui diritti umani e l’ambiente, è evidente che le misure adottate sono insufficienti per prevenire, e rimediare, gli impatti e le violazioni causate.

Il report contiene, inoltre, raccomandazioni per le banche, per le compagnie di estrazione e per il governo sudafricano.

Gli istituti bancari sono chiamati ad adottare specifiche politiche e misure per il settore minerario, che coprano i rischi ambientali e per i diritti umani, e a richiedere ai loro clienti di effettuare una due diligence ambientale e sui diritti umani, soprattutto delle popolazioni e comunità indigene. Le compagnie estrattive, invece, sono invitate a cercare di lavorare secondo gli standard degli UNGPs nell’implementazione di due diligence ambientale e di diritti umani, includendo delle politiche di zero tolleranza nei confronti di violazioni e abusi contro lavoratori e comunità indigene. Allo stesso tempo, anche il governo del Sudafrica dovrebbe adottare delle politiche ambientali per indirizzare gli investimenti verso infrastrutture di energia rinnovabile e pulita e, al contempo, un quadro normativo domestico che sia in linea con standard internazionali in materia di due diligence e responsabilità civile delle imprese, che garantisca anche accesso alla giustizia per le potenziali vittime.