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Prosegue il percorso della svizzera verso la dovuta diligenza

A novembre 2020 la Svizzera ha votato il proprio provvedimento per la dovuta diligenza, il Responsible Business Initiative (RBI), attraverso il referendum che ha raggiunto il favore della maggioranza della popolazione ma, a causa dell’opposizione dei cantoni, non è stato adottato. Nel 2022 una petizione ha raccolto più di 200.000 (217.000) firme in 100 giorni per chiedere di riprendere il provvedimento.
Il test sarà presentato oggi, 23 marzo, alla Commissione Giuridica del Consiglio Nazionale.

Nel frattempo un gruppo di 21 investitori, che rappresenta un patrimonio complessivo di 462 miliardi di euro, ha pubblicato una dichiarazione nella quale richiede alle istituzioni l’approvazione rapida di una legge con obblighi seri e ambiziosi.

Qui il testo completo della dichiarazione.

La dichiarazione presentata in Svizzera sulla dovuta diligenza riprende molti dei temi presenti nella petizione, in particolare chiede:

  • Responsabilità: «Responsabilità civile adattata al diritto svizzero per i diritti umani o i danni ambientali che avrebbero potuto essere evitati con la dovuta diligenza. Le aziende dovrebbero essere responsabili per i danni causati dalle loro filiali e partner nella catena di approvvigionamento, indipendentemente da dove si trovano nel mondo, ma a seconda del grado di coinvolgimento nell’effetto negativo.»
  • Attenzione per la Catena del valore: «Due diligence basata sul rischio per i diritti umani e la protezione dell’ambiente in conformità con gli standard internazionali come i principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani e le linee guida dell’OCSE per le imprese multinazionali. Questi dovrebbero coprire l’intera catena del valore, essere basati sul rischio e svolgersi su base continuativa.»
  • Obbligo di dovuta diligenza anche per gli investitori istituzionali.