Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

REPORT SHIFT: OBBLIGO DI DUE DILIGENCE per PRODURRE RISULATI MIGLIORI

NUOVO REPORT DI SHIFT SULL’OBBLIGO DI DUE DILIGENCE NEL TENTATIVO DI PRODURRE RISULATI MIGLIORI

[Rebecca Vergine] Shift, un’organizzazione non-profit con sede a New York e centro leader per competenza sui Principi Giuda dell’ONU su Imprese e Diritti Umani, ha recentemente pubblicato un nuovo report sull’obbligo di due diligence che attualmente è in discussione nelle istituzioni politiche dell’UE.
Il report, dal titolo “From Policing To Partnership: Designing an EU Due Diligence Duty that Delivers Better Outcomes”, è parte di un progetto finanziato dal Ministero degli Affari Esteri della Svezia e si concentra sulla proposta di Direttiva sulla Due Diligence di Sostenibilità Aziendale che si sta negoziando proprio in questo periodo al Parlamento Europeo.

Lo scopo della direttiva è di far sì che le imprese siano responsabili e prevengano qualsiasi potenziale danno e impatto che il loro operato ha sull’ambiente e i diritti umani. L’obiettivo principale del report è quello di fornire raccomandazioni per produrre risultati migliori e per allineare a standard internazionali il contenuto della direttiva. Attraverso una serie di interviste a imprese e a stakeholders in vari Paesi, come Tanzania, Tailandia o Kenya, il report studia le dinamiche tra aziende che operano nel mercato unico dell’UE e i loro partner commerciali extra-UE nella gestione dei rischi per l’ambiente e per i diritti umani nel tentativo di sottolineare come collaborazione e responsabilità reciproca siano un miglior approccio al problema.

Le interviste presentano le opportunità ma anche le sfide che le aziende locali affrontano per adempiere alle aspettative dei loro partner commerciali dell’UE in materia di ambiente e diritti umani e per prevenire l’impatto nelle loro operazioni.
Lo scopo delle interviste è dunque dimostrare come, sebbene l’obbligo di due diligence si applichi a determinate imprese situate nell’UE, i loro partner commerciali e le aziende nei diversi mercati di approvvigionamento e produzione al di fuori dell’UE avranno comunque un ruolo primario per rispondervi. Si denota, dunque, la necessità di includere le prospettive di tali mercati e aziende nel dibattito attualmente in corso in Parlamento.

Se si vogliono raggiungere risultati migliori per il pianeta e la popolazione mondiale, l’obbligo di due diligence deve prendere in considerazione anche queste realtà, che possono offrire spunti su comportamenti e pratiche da incentivare.

Il documento si suddivide in due sezioni. La prima fornisce un resoconto sulle pratiche e i comportamenti che non consentono una due diligence rilevante sui diritti umani. La seconda sezione, invece, da un lato confronta alcune delle azioni problematiche riscontrate con gli standard internazionali, evidenziando i metodi più efficaci di due diligence rispetto a quelli attualmente utilizzati; dall’altra sottolinea la possibilità per la direttiva di definire un obbligo di due diligence che favorisca pratiche più efficaci, che includano responsabilità reciproca, incentivi e coinvolgimento dei soggetti interessati.