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Shell perde in sudafrica perché non ha una due diligence

In Sudafrica un Tribunale ha annullato una concessione di esplorazione per l’estrazione di gas e petrolio. Il permesso era stato accordato dal Ministro delle Risorse Minerarie e dell’Energia a Impact Africa e poi trasferito a Shell ma la corte lo ha ritenuto illegittimo.

Secondo il giudice, infatti, il procedimento di permesso non ha tenuto conto né degli impatti sulla popolazione locale, costituita per lo più da pescatori, né degli impatti climatici delle attività né, infine, dei diritti spirituali e culturali delle comunità coinvolte, che “sostengono di avere obblighi e doveri relativi al mare e ad altre risorse comuni come la terra e le foreste; spetta loro proteggere le risorse naturali, compreso l’oceano, per le generazioni presenti e future; l’oceano è il luogo sacro in cui vivono i loro antenati e quindi hanno il dovere di garantire che i loro antenati non siano inutilmente disturbati e che siano contenti”.
Nel riportare le proprie motivazioni l’Alta Corte di Makhanda ha sottolineato come il permesso di esplorazione fosse stato assegnato senza alcun coinvolgimento o consultazione delle popolazioni locali interessate:

“Sembrerebbe che Impact e Shell si accontentassero di consultare solo i monarchi o le comunità, adottando la posizione mal concepita che tali consultazioni fossero sufficienti. Questa visione era chiaramente errata. In ogni caso, l’approccio dall’alto verso il basso secondo cui re o monarchi sono stati consultati sulla base del fatto che hanno parlato per tutti i loro sudditi è un retaggio del passato, che non trova spazio in una democrazia costituzionale. Non esiste alcuna legge che autorizzi le autorità tradizionali a rappresentare le loro comunità nelle consultazioni. Le consultazioni significative non consistono nel barrare una check list, ma nell’impegnarsi in un processo reale, autentico, sostanziale e bidirezionale volto a raggiungere, per quanto possibile, il consenso, soprattutto in relazione a ciò che il processo comporta e alla sua importazione.”

Un esempio tra tutti, il fatto che la consultazione sia stata annunciata con un trafiletto su un giornale solo in inglese e afrikaans, mentre le lingue dominanti nella regione sono isiXhosa e isimPondo.
Ancora una volta, con una legge sulla due diligence davvero efficace, le cose sarebbero andate diversamente: Shell avrebbe dovuto consultare le popolazioni locali, e fare un monitoraggio dei propri impatti, potenziali ed effettivi, prima di veder riconosciuto il permesso di esplorazione.
Al momento l’approccio a questo tipo di analisi e due diligence è però soltanto volontaristico: noi vogliamo una legge europea che lo renda effettivo ed obbligatorio.

[fonti: 1) Mail&Guardian: L’Alta Corte di Makhanda mette da parte l’indagine sismica Shell approvata da Gwede Mantashe ; 2) Mail&Guardian: Due diligence deve essere più di un esercizio burocratico ]