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Sondaggio: per i cittadini europei imprese responsabili della crisi climatica

SONDAGGIO TRA CITTADINI E CITTADINE UE: LE IMPRESE DEVONO ESSERE RESPONSABILI DEI PROPRI IMPATTI SULLA CRISI CLIMATICA

[di Rebecca Vergine] Il recente sondaggio commissionato da Justice is everybody’s business, la campagna UE di European Coalition for Corporate Justice, European Centre for Constitutional and Human Rights, European Trade Union Confederation, CIDSE, Friends of the Earth Europe e Forum Citoyen pour la Responsabilité Sociale des Entreprises, mostra grande spinta da parte dei cittadini e le cittadine UE a ritenere aziende e imprese responsabili per l’effetto che il loro operato ha sulla crisi climatica.
L’indagine ha rivelato come la maggioranza di cittadini e cittadine degli stati europei come Irlanda, Germania, Francia, Spagna e Polonia, vorrebbe che le aziende che operano nell’UE siano obbligate a ridurre le loro emissioni.

Questo sostegno arriva poco prima di una nuova votazione del Parlamento Europeo sulla proposta di Corporate Sustainability Due Diligence Directive, che potrebbe portare a richiedere alle imprese una maggiore attenzione al rispetto dell’ambiente e dei diritti umani, in modo tale da ridurre, se non eliminare del tutto, abusi, inquinamento, danni ambientali e impatti sulla crisi climatica.
La direttiva potrebbe impedire alle grandi imprese che causano impatti ambientali e abusi di diritti umani di sottrarsi dalla responsabilità delle loro azioni, non solo in Europa ma anche all’estero.
I risultati del sondaggio riportano che quasi il 74% dei cittadini e delle cittadine UE intervistati vorrebbe una generale riduzione delle emissioni di gas serra per limitare il riscaldamento climatico. La crisi energetica non scoraggia le ambizioni climatiche della cittadinanza: il 65% richiederebbe questa riduzione anche adesso.
Un altro 64% crede che anche le banche dovrebbero essere responsabili per il loro operato nel finanziamento di certe compagnie e imprese che contribuiscono alla crisi climatica. Questo è uno dei motivi per il quale si sta spingendo, a livello UE, per estendere la corporate due diligence anche al settore finanziario.
Inoltre, più di 200 organizzazioni della società civile hanno firmato una lettera aperta che chiede una proposta legislativa più forte, maggiore responsabilità delle imprese rispetto alla crisi climatica lungo le value chains globali e giustizia climatica. Tra i firmatari della lettera anche l’attivista Adélaïde Charlier, che dichiarato: “sta diventando impossibile ignorare l’ondata di sostegno a una legislazione dell’UE forte, in grado di affrontare la crisi climatica e garantire la giustizia climatica”.