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Valutazione dei rischi: “No news is bad news”

No news is bad news” è la recente pubblicazione sulla valutazione dei rischi diffusa dalla European Coalition for Corporate Justice (ECCJ) con il contributo di Business and Human Rights Resource Centre e organizzazioni quali Levin Sources, ABN AMRO, APG, ING, Robeco and Morningstar Sustainalytics.

[di Rebecca Vergine]

Il bollettino, risultato di varie sessioni di discussione, ha come target le organizzazioni e le istituzioni del settore finanziario che operano in Europa e come obiettivo dimostrare l’importanza di una valutazione efficace del rischio per gli investitori e i clienti, strumento fondamentale per prendere decisioni in ambito finanziario. La valutazione comprende non solo i rischi finanziari, ma anche i rischi legati ai diritti umani e all’ambiente, connessi con le scelte di investimento, di operazioni e value chains che sceglie il cliente.

L’idea alla base del testo è l’importanza del riconoscimento della responsabilità che hanno le aziende e imprese nel valutare i rischi legati alle loro attività e la responsabilità di rispettare i diritti umani nel loro operato.
Una efficace valutazione dei rischi nel settore finanziario è di fondamentale importanza per contrastare la costante carenza di informazioni relative ai diritti umani causata dalla restrizione degli spazi civici in cui investitori operano e lavorano. La mancanza di queste informazioni è la “bad news” della situazione, in quanto causa un aumento dei rischi e degli impatti negativi per investitori e clienti.

La pubblicazione della ECCJ ha dunque come scopo portare avanti il dialogo su un tema sempre più importante nel panorama finanziario odierno, in cui il rafforzamento delle valutazioni di rischio ambientale e dei diritti umani stanno assumendo sempre più rilevanza per la creazione di una futuro sostenibile e una società equa.

La pubblicazione comprende tre osservazioni che possono rivelarsi utili ad aziende e imprese che vogliono muovere passi avanti sul tema e limitare i loro rischi:

  1. coinvolgimento di attivisti e vittime di abusi di diritti umani per meglio comprendere i rischi associati a determinate attività;
  2. creazione di una raccolta condivisa di informazione sui rischi;
  3. lo sviluppo di uno spazio per la promozione di specifica e specializzata conoscenza in diritti umani e rischi ambientali.

    Il bollettino, inoltre, comprende alcuni ‘drivers’ chiave per le imprese per l’adozione di misure rivolte a limitare i rischi, i quali includono, tra gli altri, allinearsi a standard globali di due diligence, limitare gli abusi di diritti umani, aumentare gli sforzi per combattere il cambiamento climatico. Al suo interno si possono trovare anche una serie di indicazioni che aiutano aziende e imprese a capire se, negli spazi in cui operano, esistono rischi legati ad abuso di diritti umani e dell’ambiente, oltre a una serie di linee guida per enti e aziende su come gestire i questi rischi.